
Allegoria del silenzio
- Anno
- 0
- Tecnica
- Olio su lino
- Dimensioni
- 80x80
Il dipinto racconta una storia di convergenza e mistero. Suggerisce che le città che costruiamo non siano monumenti statici, ma entità viventi che possono essere reimmaginate dalla mente. La donna non sta semplicemente osservando la città; la sta assorbendo. Il glicine tra i suoi capelli fiorisce dei ricordi condivisi di Roma, mentre i pesci offrono il movimento e la libertà degli abissi. È un momento di surreale tranquillità, un istante in cui la rigida storia della città si lascia cullare e addolcire dall'acqua e dalla notte. È una storia sulla magia del subconscio, l'idea che quando chiudiamo gli occhi e lasciamo che la notte prenda il sopravvento, le nostre città familiari diventino profondi e mistici parchi giochi, popolati da compagni silenziosi e creature fatte di pura luce e scaglie.